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28.11.2006 - Sperimentazione ASM-Printer

Sulla proposta di sperimentazione ASM-PRINTER è stata chiesta trasparenza e chiarezza; al riguardo la presidenza di ASM precisa quanto segue:

TRASPARENZA:
Piena:
c’è chi si è assunto la responsabilità (ASM- Printer) della proposta;
c’è chi si è assunto la responsabilità di validarla (la Giunta Municipale);
c’è chi in base, alle competenze di legge, deve assumersi come sta facendo (Provincia e Regione) la responsabilità di dire si o no o si a determinate condizioni alla sperimentazione, portando le motivazioni per la decisione che verrà adottata. Per quanto riguarda il metodo, va ricordato che verifiche preliminari di fattibilità, sono state attivate, con apposite riunioni di carattere informativo, verso le strutture tecniche di Regione e Provincia e verso le Associazioni ambientaliste.

CHIAREZZA:
Totale:
se si segue la strada di una vera discussione di merito; se invece la si butta in cagnara il polverone polemico impedisce, volutamente o meno, la chiarezza.
Una discussione di merito la si fa partendo da dati oggettivi e reali e non da costruzioni strumentali piene di bugie, e persino di insinuazioni calunniose:
ne abbiamo ascoltato e visto tutto un florilegio:
a Terni già si bruciano rifiuti urbani provenienti da fuori provincia
FALSO : si bruciano, dopo selezione solo quelli di Terni e di altri 12 comuni della Provincia;
a Terni si bruciano tutti i rifiuti sanitari dell’Umbria
FALSO : a Terni si bruciano attualmente circa 1000 ton/anno di rifiuti ospedalieri mentre i Rifiuti Sanitari dell’Umbria superano le 5000 ton/anno;
la sperimentazione è un percorso subdolo per fare di Terni il polo unico d’incenerimento dell’Umbria; è un TESI BISLACCA e priva di qualsiasi argomentazione oltre che offensiva verso la massima istituzione regionale: il Consiglio Regionale che userebbe o subirebbe, a seconda dei punti di vista, il cavalluccio di Troia della sperimentazione ASM-Printer per fare di Terni il Polo unico di incenerimento !
si favoriscono gli amici degli amici: l’INSINUAZIONE VOLGARMENTE DIFFAMATORIA viene rispedita al mittente; l’unico interesse perseguito è quello pubblico: sia in termini ambientali che in termini economici ;
la sperimentazione accende, contemporaneamente tre inceneritori:
caso unico in Italia, si enfatizza; PARE di SOGNARE!

I tre inceneritori sono già accesi e già bruciano ogni anno 150.000ton fra RSU, biomasse e pulper di cartiera; e potrebbeo bruciarne, in base alle autorizzazioni già ottenute fino a 180.000ton/anno !

Durante la sperimentazione la quantità totale di materiale incenerito scenderà a 145.000 ton/anno e, in caso di successo della sperimentazione, la quantità totale di sostanze termovalorizzate nel polo ternano di Maratta scenderà stabilmente a 130.000 ton/anno; (100.000 di pulper in Terni Ena e 30.000 di F.S. deumidificata o CDR in Pinter, acquisito da ASM, con una riduzione, rispetto all’autorizzato attuale, di circa 50.000 ton/anno.

Il totale del combustibile da rifiuti bruciato, per 18 mesi, nei due impianti (ASM e Printer) non supererà le quantità già autorizzate, con rinnovo avvenuto nel maggio 2005, ad ASM per il proprio impianto;

la sperimentazione non rispetta, si sente dire, il Piano Regionale Rifiuti; CERTO, l’obiettivo finale previsto dal piano vigente: camino unico e 80.000 ton/anno (40 di CDR; 40 di biomasse ed alri Rifiuti non pericolosi) non viene raggiunto; saremmo con la sperimentazione positivamente conclusa a metà strada: 2 camini e 130.000 ton/anno.
Il Vigente Piano Regionale Rifiuti parla peraltro di "Processo" di semplificazione che, se le parole hanno ancora un senso, non sembra escludere passaggi intermedi; questo lo sarebbe concretamente,( 1 camino in meno; 50.000 tn/anno in meno, rispetto ad oggi) mentre il Piano nulla dice sul come raggiungere l’obiettivo del camino unico unico per 80.000 tn/anno; e il problema è il "come", tenendo conto che due dei tre camini sono di impianti termoelettrici a biomasse, di proprietà privata. dice soltanto che prima e durante il percorso solo ASM può bruciare combustibile da rifiuti nel proprio impianto:

questo esattamente accadrebbe a valle della sperimentazione se per impianto di ASM si intende non solo quello attuale, necessariamente da ristrutturare tanto da configurarsi come nuovo impianto, o un impianto idoneo acquisito da ASM, come avverrebbe con l’impianto Printer.

 Naturalmente occorre DISTRICARSI FRA SOSTANZA e FORMALISMI TERMINOLOGICI; si spera che la politica sappia scegliere la sostanza, cioè la coerenza con gli obiettivi dalla medesima indicati.

In ogni caso, il passaggio intermedio, ma reale e concreto, ottenibile con la sperimentazione non ha niente a che vedere con il polo unico di incenerimento a Terni: sostenerlo senza argomentare è solo una accusa strumentale e propagandistica.

Ma torniamo al merito: la sperimentazione non mira solo a sostituire un forno con un altro e a chiudere un Camino: di fatto fa compiere un salto di qualità a tutto il ciclo di trattamento dei rifiuti a Terni e nell’ambito provinciale; per tre ragioni principali:

introduce, per il trattamento termico dei rifiuti, una tecnologia avanzata come la pirolisi, cha riduce drasticamente le sostanze inquinanti emesse dal camino, con forte riduzione di PM10 e NOx ed eliminazione del rischio di diossine e furani; con aumento del rendimento energetico dell’impianto a parità di combustibile bruciato; non a caso la sperimentazione ASM-Printer si inserisce in un progetto di ricerca di ISRIM ed altri partner, approvato e finanziato dall’APAT, per sperimentare tecnologie innovative, quali la deumidificazione e pellettizazione della frazione secca tramite presso estrusione, quali la pirolisi per il trattamento termico ed il recupero energetico dai rifiuti (F.S trattata o CDR).
Perciò le 30.000 ton/anno di combustibile da rifiuti termovalorizzato con la pirolisi di Printer, se la sperimentazione ne confermerà il buon funzionamento, ridurrà l’impatto ambientale in modo significativo, sia rispetto alla situazione attuale dell’impianto ASM, già buona (vedi dati giornalieri sul sito ASM), sia rispetto al progetto di revamping del nostro impianto. Progetto certamente più costoso, per ASM, dell’acquisizione dell’impianto Printer.

la capacità massima di termovalorizzazione dell’impianto Printer (circa 30.000 ton/anno) costituisce un fattore di accelerazione della R.D in tutto l’ambito provinciale, in quanto quella capacità di termovalorizzazione di F.S. trattata o di CDR, è in perfetta coerenza numerica con una R.D. non inferiore al 40% nell’ambito provinciale ternano (oggi siamo sotto al 30%); ambito che produce circa 120.000 ton/anno di rifiuti solidi urbani.
48.000 recuparabili con R.D.; 72.000 rifiuto residuo alla preselezione: di cui 30.000 alla termovalorrizazione come F.S. o CDR e 42.000 ton di Forsu e altri scarti a recupero (es. ferro) e in discarica.

il ciclo dei rifiuti, nell’ambito ternano autosufficiente, si chiuderebbe in modo più corretto e conveniente, per i Comuni, per i cittadini utenti e per l’ambiente, rispetto alla situazione attuale; infatti le oltre 20.000 ton di Frazione Secca oggi interrate nella discarica di Orvieto che corrispondono a circa 10 milioni di KW/h, cioè almeno 1 milione di Euro buttati sottoterra, verrebbero tutte utilizzate per la produzione locale di E.E. da fonte alternativa al petrolio ed al Gas.
Questi sono, per Comune ed ASM, gli obiettivi della sperimentazione: mi sembrano chiari.

Dire si o No comporta sempre l’assunzione di una responsabilità, ma di natura del tutto diversa nei due casi.

Ultime due questioni:

Durante la sperimentazione ci saranno nuovi rischi per la salute dei cittadini ?

25.000 ton/anno di biomassa, quelle effettivamente bruciate presso Printer, sarebbero sostituite da un massimo di 20.000 ton/anno di combustibile da RSU (Frazione Secca. trattata o CDR), per di più con un processo a basso impatto come la pirolisi.

Secondo studi della Provincia sulle PM10 emesse nella conca ternana, considerate un inquinante tracciante, cioè spia anche di altri inquinanti, l’apporto del polo di incenerimento (i tre camini ) è pari allo 0,8 % del totale; la sperimentazione sta tutta dentro questo dato oggettivo che non verrà alterato. Sono previsti e proposti controlli ad hoc, naturalmente svolti o verificati dalle autorità (ARPA, ASL, Provincia) mentre tutta la sperimentazione si propone sia seguita da un Comitato scientifico composta anche da esperti indipendenti (Università, ASS.ni Ambientaliste,..) che monitorerà costantemente i dati emersi dal funzionamento sperimentale; i dati verranno resi pubblici come già accade per i dati dell’impianto ASM.

Durante la sperimentazione, dunque per 18 mesi, i rifiuti verranno da fuori regione ?

Va evidenziato, per stare alla sostanza del problema, che la sperimentazione deve utilizzare o F.S. deumidificata o CDR certificato con diversa composizione, al fine di scegliere la migliore soluzione per l’impianto Printer;

E’ ben noto che non esistono in Umbria impianti di trattamento con presso estrusione della F.S., né impianti per la produzione di CDR certificato.

Tali tipologie di combustibile non possono, perciò, che provenire da fuori regione; ciò non esclude che i rifiuti (F.S.) attualmente smaltiti presso la discarica di Orvieto possano essere inviati, per il trattamento, presso impianti fuori regione e reimportati, con le caratteristiche idonee alla sperimentazione; è necessario tuttavia ottenere il consenso dei gestori di tali impianti e superare eventuali problemi autorizzativi per il trasporto di RSU fuori regione.

Si tratta, per affrontare e risolvere il problema, di assegnare un peso adeguato al valore della sperimentazione, anche per ottenere eventuali deroghe a principi stabiliti per un funzionamento a regime della filiera dei rifiuti;ci sono precedenti, mi pare, con i rifiuti indifferenziati della Campania portati persino in Germania ed anche in Umbria.

Certo, la sperimentazione non è l’emergenza, ma per alcuni aspetti ha un valore decisamente maggiore: non lascia le cose come stanno, ma può farci compiere un salto qualitativo in avanti nella gestione dei RSU nella nostra Provincia.

Confidiamo, nel rispetto dei ruoli di ciascuno, che l’approccio al problema autorizzazione sia questo, come mi pare che sia dalle prime dichiarazioni di Regione e Provincia.

 

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